Sono di ritorno da una piacevole serata organizzata dalla Biblioteca Comunale di Novate, al cui staff vanno i miei ringraziamenti per l’organizzazione, che estendo anche all’Assessore alla Cultura, Angela de Rosa. Gianni Biondillo inaugura il ciclo di incontri dedicati al giallo & noir e con questo la stagione culturale novatese. Chi c’è stato ha, come me, apprezzato la simpatia e la schiettezza di Gianni, così come la grande competenza e la giovialità del prof. Carlo Oliva (lo so che ve lo state chiedendo e la risposta è no, non siamo parenti). Per un bibliofilo giallofilo come me è stata una serata molto bella: si è parlato, ovviamente, dell’opera di Gianni, ma anche della metropoli… della nostra metropoli sparsa, sterminata e senz’anima. Purtroppo Milano, secondo me, ha subito e subisce molto se stessa. Fateci caso, quando camminate di corsa per le strade, quando prendete di corsa la metropolitana, quando, sempre di corsa, vi fermate a mangiare un boccone per pranzo. In tutto questo fragore non vi sembra che lo sfondo si sbiadisca piano piano? Pare che non ci importi più di conoscere il luogo in cui viviamo… che dovremmo, con le nostre vite, far vivere. E in tutto ciò si innesta l’individualismo, di cui finiamo per essere, magari inconsapevolmente, prede. E allora ricordiamoci dell’opera di Testori, mio illustrissimo concittadino, nella quale le vicende umane ed il territorio sono legate indissolubilmente per poter ritornare a vivere e ad amare Milano, con le sue contraddizioni e con le sue debolezze, nelle sue strade e nelle sue piazze, con la sua gente.

Piccola considerazione autocelebrativa (posso permettermela, è la prima in tutto il blog!): l’articolo in wikipedia su Gianni Biondillo l’ho iniziato io e, permettetemi, ne sono orgoglioso.